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28 marzo 2006

BIELORUSSIA,LUKASHENKO : LUCI ED OMBRE DI UNA DITTATURA

«È un attacco che non durerà cinque anni.Arriverà presto all'obiettivo!Noi siamo coloro che hanno vinto perchè nel nostro Paese sempre più gente ha smesso di avere paura!»
MILINKEVICH,leader dell’opposizione in Bielorussia.


[ Fonte fonto :
LASTAMPA ]

In questi giorni stiamo assistendo in Bielorussia a forme di repressione dittatoriali sui manifestanti dell’opposizione guidata da Milinkevich,eseguite dal leader Lukashenko dopo la contestatissima vittoria elettorale conseguita alle votazioni del 19 marzo scorso.
Chi è Lukashenko,perchè il suo governo è definito dittatoriale,quale è la situazione generale della Bielorussa,come si sono svolte le votazioni?
Il Presidente Alexander Lukashenko è in carica dalla realizzazione dell’indipendenza della Bielorussia ottenuta nel 1994.La Costituzione bielorussa limitava la presidenza a due mandati di cinque anni ma nel 2004 con un referendum è stata cambiata:USA e altri paesi occidentali sostengono che,secondo gli standard internazionali,ciò non è ne libero ne giusto,come non legali sono le normative,definite appunto “dittatoriali”,adottate dall’apparato governativo centrale.
Censure,intimidazioni ed arresti hanno caratterizzato l’intera campagna elettorale prima delle votazioni ed il risultato finale è stata una vittoria schiacciante del leader di sempre Lukashenko (82,6% dei voti):la delegazione Osce(associazione che doveva garantire l’effettivo svolgimento libero,democratico e legale delle elezioni)ha fortemente criticato le modalità con cui sono state svolte le elezioni ed i procedimenti di voto,tanto da fare gridare l’opposizione guidata da Alexander Milinkevich allo scandalo per presunti brogli.Nel comunicato stampa diramato dall’OCSE difatti le elezioni non avrebbero garantito pari democraticità e pari accesso alla campagna elettorale a tutti i candidati.All’incredibile vittoria di Lukashenko quindi si sono da subito contrapposte numerose manifestazioni di protesta da parte dell’opposizione terminate in conflitti civili con le truppe antisommossa schierate dal presidente stesso.

Come si legge da LA STAMPA : “I ragazzi avevano fiori tra le mani, la polizia fucili e lacrimogeni. E quando c’è stato lo scontro, durante la manifestazione di protesta indetta dall’opposizione bielorussa per reclamare nuove e più trasparenti elezioni, i ragazzi hanno avuto la peggio. «Siamo stati attaccati da un plotone di agenti antisommossa guidato da un colonnello - racconta sconvolta una delle manifestanti -Hanno cominciato a picchiare le persone con i manganelli a gruppi di sei contro uno. Li ho visti picchiare donne e bambini». L’intervento delle teste di cuoio ha spaccato il corteo di circa 5 mila persone mentre erano dirette verso la piazza Yanka Kupala, dove una delegazione con a capo Alexander Milinkievic, il candidato dell’opposizione anti-Lukashenko, avrebbe dovuto presentare la richiesta di ripetizione del voto.Prima i manifestanti si erano visti impedire l’accesso alla piazza dell’Ottobre, dove si erano radunati nei giorni scorsi, transennata «per pulire la neve». «L’operazione è scattata quando abbiamo capito che la protesta sarebbe degenerata - ha dichiarato il ministro dell’Interno bielorusso Vladimir Naumov - A un certo punto c’è stata un’esplosione, e allora gli agenti sono intervenuti». I manifestanti però raccontano un’altra storia:l’esplosione in effetti c’è stata, ma a provocarla sarebbe stata la polizia. «Noi avevamo solo fiori e bandiere», dice Sveta, 18 anni, fermata e rilasciata dopo tre ore di interrogatorio.”
Sempre da LA STAMPA,dopo l’incarcerazione di Aleksander Kozulin,massimo leader dell’opposizione insieme a Milinkevich : “Il leader dell'opposizione bielorussa, Alexandre Milinkevich si è recato a Jodino, a 60 chilometri da Minsk, per constatare se Aleksander Kozulin, candidato dell'opposizione alle presidenziali bielorusse, arrestato ieri nella capitale, sia effettivamente detenuto nel carcere della cittadina.«Sono venuto a verificare se Kozoulin è detenuto qui, in questo carcere. Avrei voluto manifestargli il mio sostegno morale, ma non mi hanno permesso di entrare. Ma gli agenti penitenziari mi hanno detto di tornare domani», ha spiegato Milinkevitch a un giornalista dell'agenzia stampa francese.”

Non c’è da stupirsi dunque di questi eventi:ciò che stupisce è invece la forza e la mancanza di paura che hanno portato i numerosi oppositori a sfidare gelo,neve,governo ed esercito scendendo in piazza. Anche se (sottolineato dagli stessi Leader della protesta,Milinkevich e Kozulin)le diecimila persone che la sera delle elezioni si erano assembrate nel cuore di Minsk per poche ore,non erano sufficienti a colpire e ferire il regime di Lukashenko.La speranza di replicare a Minsk il modello vittorioso a Kiev nell’autunno del 2004 con la “rivoluzione arancione” si è consumata rapidamente.La Bielorussia di oggi non è l’Ucraina di ieri perché ad essere diverso è lo scenario generale.Allora, a Kiev, l’opposizione guidata da Yushenko e Tymoshenko poteva contare su due elementi: l’effetto sorpresa di una mobilitazione pacifica di massa seguita e amplificata dai media internazionali e l’esistenza, nell’Ucraina del 2004, di un relativo pluralismo politico e soprattutto economico emancipato dal potere governativo centrale e quindi capace di poter criticare liberamente ed esprimere il proprio punto di vista differente.
Tutto questo non esiste ancora nella Bielorussia di Lukashenko.

Ma se da una parte c’è la privazione della libertà,dall’altra c’è il “miracolo economico” che Lukashenko è riuscito a creare.Come si legge da un articolo scritto da Lucia Sgueglia sul sito internet “LETTERA 22 (associazione indipendente di Giornalisti)” :“Non è ancora tornata la calma tra gli ampi viali della linda Minsk, una delle città più pulite e ordinate al mondo. Eppure le autorità fanno di tutto per trasmettere tranquillità, attribuendo la responsabilità delle proteste di questi giorni ad “agitatori”, “provocatori” o persino “terroristi” che mirano a destabilizzare la Repubblica e screditarne l'immagine. Una manifestazione di piazza apertamente critica verso il regime di bat'ka (papà) Lukashenko come quella durata 5 giorni sulla piazza d'Ottobre – sebbene esigua per gli standard occidentali – non si era mai vista nella Bielorussia indipendente dopo il 1994.
Ma nonostante tutto, non si può dire che il plebiscito di domenica 19 marzo per “papà” Lukashenko sia stato un voto dettato unicamente dalla paura per i possibili disordini suscitati dagli agitatori di piazza d'Ottobre. Al di là dei possibili brogli, il sostegno a re Aleksander in Bielorussia resta altissimo e le proteste ancora ben poco rappresentative, frutto di un’ondata emotiva che ha coinvolto soprattutto giovani e universitari.Stabilità, ordine, tranquillità, sicurezza: queste le parole chiave ripetute instancabilmente dalle tv di stato, devote al 100% al presidente, di cui magnificano glorie e successi. Non senza ragione: il “piccolo miracolo economico” di Minsk è fatto di stipendi medi (circa 200 euro) più alti che nell'ex Urss e nei paesi delle “rivoluzioni colorate”, pensioni dignitose, disoccupazione minima, criminalità inesistente, welfare migliore della Polonia “europea”, che per l'ingresso nell'Unione ha sacrificato la sicurezza sociale, creando drammatiche sacche di povertà nelle campagne.. La Polonia, la Georgia e l'Ucraina della “rivoluzione arancione”, oggi in crisi, rappresentano il modello “occidentale” più prossimo ai bielorussi oltreconfine, di cui la tv mostra esclusivamente i lati negativi. A est c'è invece la Russia, che dà a Minsk tutto ciò di cui ha bisogno: il gas a prezzi stracciati che le consente di tenere in vita un'industria gravata dall'isolamento internazionale, e ne compra tutto l'export. Dall'altro lato della bilancia, certo, c'è la libertà di espressione ridotta a zero, e il controllo totale sulla vita dei cittadini da parte dello Stato: che fornisce l'80% degli impieghi, agganciati a contratti biennali rinnovabili che assicurano la fedeltà al regime. Le famiglie vivono in appartamenti di proprietà statale, l'università (altrimenti carissima) è pagata da borse di studio che fomentano un'accesa competizione fin dalle prime classi.”

Sullo sfondo,infine,restano i dubbi sul ruolo dell’Occidente:UE ed America.
I giudizi drastici e negativi sulle elezioni (“una farsa”, “antidemocratiche”, “caratterizzate da possibili brogli”) espressi da Osce, Unione Europea, Consiglio d’Europa, Stati Uniti,non nascondono una intrinseca debolezza:non è possibile imporre sanzioni forti a Lukashenko senza danneggiare la popolazione bielorussa.Inoltre non bisogna dimenticare che la Bielorussia si è confermata in questi mesi il più affidabile passaggio per il gas russo destinato all’Europa.
La posizione americana in particolare,diventa ancor meno credibile quando motiva la presa di posizione anti Lukashenko:se la Bielorussia di Lukashenko che stronca l’opposizione va condannata e isolata perché,appena cinque mesi prima,l’Azerbaigian di Aliev jr,che ha stroncato ancora più brutalmente l’opposizione,è invece stata sostenuta,con tanto di viatico della Casa bianca?
Prova inconfutabile che tirannia e democrazia sono valutate a seconda delle convenienze,fatto che riduce notevolmente la già esigua credibilità dei “democratizzatori” occidentali.

Privazione della libertà personale a favore del “miracolo economico nazionale” o libertà intesa come diritto fondamentale della persona a sfavore del possibile “miracolo economico” ?
Quale è dunque la strada migliore da percorrere,la dittatoriale-benestante di Lukashenko o l’idea liberale-democratica voluta dall’opposizione di Milinkevich ?
Eppure mancanza di libertà è sinonimo di chiusura nei confronti del progresso: la Bielorussia ha ottenuto vantaggi economici nel “breve-periodo” grazie alla politica di Lukashenko ma,portando avanti una situazione di chiusura mentale al progresso,avrà sicuramente grandissime difficoltà future dovute a lacune che sta volutamente ignorando in questi anni.
Solo il tempo dirà chi avrà ragione,a meno che la voglia di libertà del popolo fin’ora domato con leggi repressive sia così forte da imporsi definitivamente manifestando a tutti che la libertà va conquistata e dando la possibilità alla Bielorussia di affacciarsi ad una nuova era di democrazia.




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22 marzo 2006

GIORNATA MONDIALE DELL'ACQUA

GIORNATA MONDIALE DELL'ACQUA : 22 MARZO 2006


[Foto tratta da :
lastampa]

A Città del Messico si è parlato d'acqua : è terminato difatti il IV Forum Mondiale, organizzato dal Consiglio Mondiale dell’acqua (un’istituzione privata finanziata dalla Banca Mondiale e composta dalle più grandi multinazionali dell’acqua nel mondo).Il forum mondiale, che si ripropone ogni tre anni, vuole valutare la disponibilità di risorse idriche sul pianeta e il loro effettivo stato di sfruttamento.
Il presidente del Contratto mondiale dell'Acqua, Emilio Molinari, fa sapere che "E' stato uno dei più grandi Forum dell'acqua mai realizzati, sia per il livello di pertecipazione sia per le ripetute mobilitazioni della popolazione", e che, "Qui a Città del Messico è nato formalmente il movimento dell'Acqua Mondiale.
Con la presenza delle organizzazioni del Sud del mondo: boliviani, venezuelani, indigeni che hanno attirato l'attenzione sull'acqua come 'diritto umano' ".
Le multinazionali, chiaramente si sono opposte all'idea dell'acqua come diritto umano.


Il problema dell 'acqua, riguarda tutti, paesi ricchi di risorse idriche e paesi meno provvisti di queste riserve, perché oltre alla sua presenza è anche l'accesso a preoccupare.
Dare accesso all’acqua potabile richiede anche molti investimenti in denaro.
E’ ormai un problema che riguarda il mondo intero. "Non solo il sud del mondo", dice Rosario Lembo, segretario nazionale del Comitato Italiano per il Contratto Mondiale sull'Acqua. In America Latina, ma la situazione sta via via peggiorando in ogni continente, il problema attuale sono i corsi d’acqua, ricorda Lembo: “I grandi fiumi stanno scomparendo. Ricordiamo che il Rio delle Amazzoni, negli ultimi anni, a causa della siccità ha perso almeno il 30 per cento della sua portata”.
Continua il segretario nazionale del Comitato Italiano per il Contratto Mondiale sull'Acqua :
“Facciamo l’esempio del fiume Colorado, oggi ridotto praticamente a deserto, una volta dagli Usa arrivava fino in Messico. Quindi, possiamo dire che c’è un problema di risorse idriche che tocca i grandi bacini idrogeologici, e c’è anche un problema di accesso all’acqua potabile che diminuisce sempre di più. E si può pensare ad una grande nazione come il Brasile, fornito di bacini idrici immensi (i più grandi del mondo), che non riesce a dare accesso all’acqua ad almeno 40 milioni di persone”.

LA GRANDE CONTRADDIZIONE DELLE MULTINAZIONALI :
Come si legge da un articolo di 
PeaceReporter :
“Il loro ruolo è certamente preponderante. Sono le multinazionali che indirettamente costruiscono questi eventi mondiali. Basti pensare che fino a poco tempo fa il presidente attuale del Consiglio Mondiale dell’Acqua era il presidente di una della maggiori multinazionali dell’acqua del mondo”
racconta ancora Lembo, che continua:“E le contraddizioni qui in Europa si sentono maggiormente rispetto ad altri continenti considerando che qui da noi hanno sede otto delle maggiori multinazionali dell’acqua dell’intero pianeta.
Dopo il petrolio è la seconda grande risorsa sulla quale si sono concentrati gli interessi delle grandi imprese”.

E questa pare essere una delle più grandi contraddizioni del nostro secolo in cui la politica è legata inevitabilmente alla gestione di una serie di beni fondamentali, come l’acqua, e fra poco anche l’aria. "Infatti sono i grandi gruppi, le lobby, che spesso e volentieri premono gli Stati per la liberalizzazione dei servizi idrici”, racconta il segretario nazionale.
Ma il vero problema, secondo Lembo, è un altro: “Oggi l’acqua è considerata come una merce. Come un bene qualsiasi che si può vendere, comprare, scambiare di proprietà. Questo è il messaggio che è passato nel corso del tempo”.
Anche le Nazioni Unite, vista la carenza di fondi a livello di cooperazione internazionale e di fronte al fatto che i paesi industrializzati non dovevano interessarsi dei Paesi poveri del mondo, hanno delegato le imprese a garantire alle persone accesso all’acqua.
Creando una sorta di contraddizione. Le grandi aziende hanno le tecnologie, possono creare infrastrutture e hanno conoscenze in grado di far arrivare l’acqua nella case della gente. Ma per fare tutto questo hanno bisogno di denaro. Denaro che a lavori finiti dovranno recuperare. In che modo? Il modo più facile e veloce è quello di chiedere una tassa sull’utilizzo dell’acqua, un prezzo, insomma. Ma come fanno poi le popolazioni più povere a comprare acqua se le multinazionali diventano proprietarie delle fonti? E’ questa una delle contraddizioni che scaturisce dal Forum e alla quale qualcuno si dovrà preoccupare di dare risposta.


Sempre ieri si è concluso anche il forum parallelo organizzato dall'Unicef. L'organizzazione ha lanciato l'allarme: oltre 400 milioni di bambini sono privi di acqua potabile e lottano per la sopravvivenza. L'appello è stato consegnato ai ministri rappresentanti i vari governi dai ragazzi partecipanti al Forum mondiale dei bambini per l'acqua, in chiusura del quarto Forum mondiale dell'acqua a Città del Messico.
Sempre a Città del Messico nei giorni scorsi si è concluso anche il Forum Alternativo organizzato dai movimenti in difesa dell’acqua, con una dichiarazione congiunta conclusiva (riportata nella sezione documenti), in cui sono contenuti appelli, richieste, proposte ed impegni rivolti a tutti i cittadini, organizzazioni, movimenti sociali, governi e parlamenti.
Intanto oggi a Bruxelles, la Federazione sindacale europea dei Servizi pubblici (FSESP), assieme ai movimenti ed ai gruppi ambientalisti ha organizzato una catena umana che partirà da Place Schuman, in prossimità dell’edificio Aquafed che ospita la lobby degli operatori privati dell’acqua e le multinazionali del settore sino al Consiglio dei ministri dell’Unione europea e alla Commissione europea.
I manifestanti chiedono:
- l’esclusione totale della distribuzione dell’acqua e dei sistemi di smaltimento delle acque reflue dal campo di applicazione della direttiva Bolkestein;
- l’esclusione totale della distribuzione dell’acqua e dei sistemi di smaltimento delle acque reflue dal GATS;
- la non liberalizzazione e la non privatizzazione della distribuzione dell’acqua e dei sistemi di smaltimento delle acque reflue;
- il riconoscimento dell’acqua come un diritto umano fondamentale la cui distribuzione deve essere un servizio pubblico.

E per finire ...
Lo sapevate che ... ?
[ fonte : 
Legambiente ] :

  • solo 16 persone su 100 possono aprire un rubinetto e veder scorrere acqua potabile, priva di agenti patogeni e di sostanze inquinanti, per bere, cucinare e lavarsi.
  • 84 persone su 100, invece, devono cercarla, spesso molto lontano dalle abitazioni, presso fonti dove la disponibilità è scarsa e la qualità scadente.
  • Il consumo di acqua nei paesi africani varia in media tra 12 e 50 litri al giorno per abitante, in quelli europei tra 170 e 250 litri (noi italiani siamo ai vertici dei consumi europei, proprio con 250 litri) negli Stati Uniti raggiunge i 700 litri
  • L'Organizzazione Mondiale della Sanità afferma che al di sotto della soglia di 50 litri d'acqua al giorno si può già parlare di sofferenza per mancanza di acqua: di fatto il 40% della popolazione umana (2,5 miliardi di individui) vive in condizioni igieniche impossibili soprattutto per carenza di acqua.
  • Si prevede che nel 2020 3 miliardi di persone non avranno accesso all’acqua
  • Per garantire l’accesso all’acqua potabile a tutti gli abitanti del pianeta, basterebbe una somma analoga a quella che in Europa si spende per l’acquisto di gelati e negli Usa in cosmetici



Per saperne di più :
4th World Water Forum ( MEXICO 2006 )
World Water Day ( 22 March 2006 )
-
Contratto Mondiale sull'Acqua
- Unimondo.org




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18 marzo 2006

CASSAZIONE : SPORCO NEGRO NO,NEGRO DI MERDA SI

I Have a Dream
"Io ho un sogno, che i miei quattro figli piccoli vivranno un giorno in una nazione nella quale non saranno giudicati per il colore della loro pelle, ma per le qualità del loro carattere.
Ho un sogno, oggi!"
[ Martin Luther King ]


 

“Sporco Negro” no, “Negro di Merda” si…
Dire "sporco negro" a una persona di colore è offesa razzista : la Cassazione torna sui suoi passi ribaltando completamente due sentenze emesse in passato. Una di alcuni giorni fa relativa ad un extracomunitario insultato da una collega sul posto di lavoro ed un'altra nemmeno di tre mesi fa quando era giunta ad una conclusione opposta, annullando con rinvio la condanna per ingiuria aggravata dai motivi di odio razziale emessa nei confronti di un triestino che aveva usato questa espressione mentre aggrediva alcune ragazze colombiane.La Quinta Sezione che a dicembre aveva preso quella decisione, ritenendo che l'epiteto non fosse indice necessariamente di odio razziale potendosi anche trattare, a seconda del contesto e dell'intento di chi lo pronunciava, della manifestazione di "una generica antipatia, insofferenza o rifiuto" per chi appartiene a una razza diversa,cambia dunque pensiero.Con la sentenza 9381 viene dichiaratamente espresso che “il riferimento, gratuito con questa parola al pigmento dell'offeso, assume significato intrinsecamente discriminatorio, solo che si rilevi che quasi ogni domenica negli stadi di questo Paese talune tifoserie apostrofano con la parola 'negro' alcun giocatore avversario”.La riprova di questo starebbe nel fatto che “non risulta adottata in occidente alternativamente l'espressione “sporco giallo”, né in Africa o in Cina “sporco bianco”.Non solo: i giudici ricordano anche che «negli Stati Uniti la sola denominazione di qualcuno quale "negro" costituisce offesa alla persona». Secondo la Cassazione, chi usa l'espressione negro nei confronti di una persona di colore non può dunque che avere un intento discriminatorio.Di qui “lo spregio non occasionale dell'attributo che si rapporta - scrive il relatore Mario Rotella - nell'accezione corrente ad un pregiudizio manifesto di inferiorità di una sola “razza”, che inquina il costume fino al punto da radicare manifestazioni di gruppo (di qui l'aspetto della previsione dell'aggravante)”.

La Corte si è espressa su un caso avvenuto a Trieste dove un uomo, S. G., di 54 anni, rivolgendosi ad una bambina di colore di 6 anni che raggiungeva il padre in un luogo pubblico, l'aveva apostrofata dicendole: «Vai via di qua, sporca negra». Per quella frase l'uomo era stato condannato dalla Corte d'Appello di Trieste, con sentenza del 15 marzo 2005, per ingiuria aggravata a 1.200 euro di multa oltre al risarcimento del danno liquidato in 3.500 euro. Memore di precedenti sentenze che avevano adottato tolleranza nei confronti dell'espressione «negro», S. G. si è rivolto alla Cassazione escludendo che l'espressione utilizzata fosse finalizzata alla discriminazione o all'odio etnico o razziale.La Cassazione, però, questa volta ha respinto il ricorso. «Sul piano linguistico - si legge nella sentenza -, la parola negro, traslato di nero, non definisce semplicemente il colore della persona, a differenza di moro. Difatti è stata assunta nella recente epoca coloniale, nelle lingue neolatine ed anglosassoni, per la designazione antonomastica dell'indigeno africano, quale appartenente ad una razza inferiore, quando non destinato, con questa falsa giustificazione fatta perfino risalire alla Bibbia, alla schiavitù, perdurata in America fin oltre la metá dell'Ottocento». [Corriere della Sera]

Peccato che se da una parte l’epiteto “Sporco Negro” sia denunciabile in quanto offesa razzista la stessa Corte di Cassazione non abbia ritenuto dello stesso stampo un’altra frase di poco gusto quale “Negro di merda”.L a Corte di Cassazione diverse settimane fa ha difatti confermato il proscioglimento di una donna che aveva detto a un suo collega, pari grado, «sporco negro di merda» per essere arrivato in ritardo sul posto di lavoro, lamentandosi della sua scarsa puntualità. L’uomo, Mohammed S., appena arrivato sul luogo di lavoro, le aveva detto che era una persona «cattiva, ce l’hai con me, ti auguro il male per la tua famiglia». Ed ecco scattare la rabbia di Susanna R., che non ha esitato a definire il collega uno «sporco negro di merda».Motivo per cui la donna è stata prosciolta ? «C’è stata reciprocità di offese e la donna ha agito in stato d’ira»,secondo i giudici della Cassazione.

Sporco negro no,negro di merda si.
Ed attenzione pure a non servire un caffè a una persona di colore, poiché rientra tra gli atti discriminatori «il rifiuto di fornire a uno straniero beni e servizi offerti al pubblico, soltanto a causa della sua condizione di straniero o di appartenenza a una determinata razza, religione, etnia e nazionalità».
Come dire : “sono costretto a prepararti un caffè ma il tuo negro di merda te lo becchi ugualmente”.
Ogni commento è superfluo.




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16 marzo 2006

DUELLO TV BERLUSCONI - PRODI : ATTO PRIMO

ATTO PRIMO

“Soltanto coloro che vogliono ingannare i popoli e governare a proprio vantaggio possono volere mantenerli nell’ignoranza,poiché,quanto più i popoli saranno illuminati,tanta più gente sarà convinta della necessità delle leggi”
[ Napoleone Bonaparte ]



[ Clément-Auguste Andrieux: La bataille de Waterloo. 18 juin 1815, 1852 ]

Proprio come Napoleone Bonaparte dopo la sconfitta di Mosca (nel confronto con l’onorevole Diliberto), ecco arrivare per Berlusconi la triste Waterloo politica.
Il confronto,lento e noioso,ha premiato la pacatezza Prodiana contro l’esuberanza del Cavaliere,difficile da imbrigliare con regolamenti ferrei come quelli previsti per quest’occasione.
Nel dopo-confronto i pareri dei politici sono differenti : centrodestra esulta per la grande vittoria,centrosinistra pure.Come se noi,popolo osservatore,non avessimo occhi per guardare,orecchie per sentire ed intelletto per comprendere : non sono altro che reazioni politiche tristemente patetiche in difesa dei proprio Leader,nulla più.



Passiamo ad individuare a grandi linee la scaletta di questo ATTO PRIMO :
Attori Protagonisti : B. & P.

* Scena 1 : Come sarà finanziata la riduzione del cuneo fiscale di ben 5 punti promessa prima in 100 giorni poi in 1 anno da Prodi *
P: Nessun aumento di imposta;Aumento del costo del lavoro precario e riduzione del costo dell’ora di lavoro;Diminuzione dell’evasione fiscale ripristinando un’etica del dovere.
B: I sindacati sono contrari al taglio di 5 punti perché fino a 3 possono essere fatti ma per tagliare i 2 successivi si dovrebbero intaccare i contributi pensionistici mettendo a rischio le pensioni;Noi abbiamo ridotto le tasse per l’80% dei contribuenti.

* Scena 2 : Irap *
B: Il governo Prodi ha approvato questa tassa rapina bocciata oggi dalla commissione europea
- N.B. : la commissione europea non ha bocciato ancora nulla,ha solo espresso un parere negativo. -
P: Perché allora il governo Berlusconi non l’ha cancellata

* Scena 3 : Aumento prezzi dopo l’introduzione dell’Euro *
B: Il governo ha reagito con i mezzi a disposizione di un governo liberale perché nemmeno le dittature sono riuscite a controllare i prezzi : abbiamo fatto un accordo con la grande distribuzione per la conversione dei prezzi in Euro. Il governo ha puntato tutto sul contenimento dell’inflazione che si è fermata all’1,9%,ha aumentato le pensioni a 1.851.000 pensionati ed ha aumentato gli stipendi dei dipendenti pubblici.
P: Non è vero che negli altri Paesi entrati nell’Euro i prezzi sono saliti come in Italia,e non è vero che gli altri governi sono rimasti inattivi : i problemi li ha creati il nostro governo che non ha fatto controlli.Il Presidente del Consiglio non so come possa dire che bisognava avere il cambio lira-euro a 1.500 lire,tutto il sistema italiano sarebbe fallito : il cambio fissato è stato un trionfo e lodato anche dal ministro Tremonti.

* Scena 4 : Richiamo alla Scena 1 “l’impossibile possibile” *
P: Aumento del costo del lavoro precario facendo un discorso chiaro sulle rendite finanziare;riduzione dell’evasione fiscale. Oggi se si deve essere contenti di un deficit al 4,1 % vuol dire che siamo messi male.
B: L’Ecofin ha approvato i conti 2006,i conti disastrati li abbiamo ereditati dalla sinistra con un buco di 32 mila miliardi ed un deficit reale del 3,2%. Noi abbiamo garantito la pace sociale,abbiamo aperti 71 cantieri,aumentato le pensioni e ridotto le tasse : abbiamo fatto una conduzione miracolosa dei conti pubblici.

* Scena 5 : Immigrazione e code disumane alla posta in questi giorni *
B: Siamo il paese in Europa con meno immigrati,regolari ed irregolari,abbiamo ridotto del 51% l’immigrazione clandestina. La sinistra invece vorrebbe chiudere i CPT e lasciare porte aperte. Le code fuori dagli uffici postali dimostrano la nostra volontà di regolarizzare il lavoro sommerso. I 635.000 immigrati che abbiamo regolarizzato erano qui perché la sinistra aveva aperto tutte le porte.
P: Non so dove viva il Premier,vuole soffocarci di numeri. Il fatto è che non è stata fatta nessuna programmazione.

* Scena 6 : Le infrastrutture e l’opposizione delle comunità locali che bloccano i lavori pubblici *
P: Le opere pubbliche si portano avanti cercando un accordo serio con le comunità locali. Il governo Berlusconi ha messo in atto 250 miliardi di Euro per le opere pubbliche ma ne ha stanziati solo il 20% e speso il 10% : ora ci sono mille cantieri che non finiscono mai. Noi dedicheremo la nostra attenzione a completare le opere in corso. In quanto alla TAV nel nostro programma c’è la realizzazione delle due grandi rete europee.
B: Demagogia Pura,ribaltamento della realtà.Noi abbiamo messo in circolo 51 miliardi di Euro,abbiamo fatto 10 volte di più di quello che ha fatto la sinistra : se Prodi dovesse vincere dovrà fare i conti con un 20% di comunisti,verdi e no global che sono contro le opere di ammodernamento del paese.

* Scena 7 : Quante donne al governo ? *
B: Abbiamo aumentato la presenza femminile ma non è facile trovare professioniste del settore.
P: Serve una legge,una legge che la maggioranza del centrodestra non ha voluto fare per avere una rappresentanza femminile forte.

* Scena 8 : Scuola ed Università *
B: Vogliono azzerare la riforma della scuola.La riforma penso sia buona cosa : abbiamo creato otto licei e creato una formazione professionale di livello europeo e si può passare dai licei alla formazione professionale e dalla formazione professionale ai licei fino a 18 anni. Alla fine della scuola i ragazzi parleranno inglese come una seconda lingua.
P: Non vogliamo cancellare tutto ciò che è stato fatto da questo governo ; quando vincerò le elezioni inviterò Berlusconi e Letta per dei colloqui e per fare un passaggio delle consegne serio. Perché intendo dare vita ad un governo che unisce,non che divide. Sulla riforma della scuola ci sono cose che non condividiamo : la scelta sul liceo a 13 anni è troppo prematura mentre sono umiliate le scuole tecniche.

* Scena 9 : Il Conflitto d’Interessi *
P: In tutti i paesi democratici esiste una legge sul conflitto d’interessi.Non la faremo in modo vendicativo,io non ho nulla contro Mediaste. Ma non possiamo continuare con un premier che entra e esce dal consiglio dei Ministri come una porta girevole. Quanto alle cooperative che Berlusconi disprezza : rappresentano il 7% del nostro PIL,sono previste dalla Costituzione e la loro tassazione l’ha decisa il suo governo.
B: La legge sul conflitto d’interessi che abbiamo fatto noi è quella approvata dalla Camera all’unanimità quando eravamo all’opposizione. Poi la sinistra non l’approvò al Senato perché gli faceva comodo usarla come una clava contro il presidente del Consiglio. La sinistra ha tentato di distruggere Mediaste ed il vero conflitto d’interessi è quello fra sinistra,le sue giunte e la Lega Coop con la copertura della magistratura organica alla sinistra.

* Scena 10 : Rapporto con Forze Sociali,Sindacati e Confindustria *
P: Governare con dialogo,concertazione e poi ci sarà la decisione. E credo di poter fare bene tutto ciò per la libertà che ho dai partiti e per i 4 milioni di voti alle primarie. Voglio riavviare la corsa del Paese,dare speranza alle nuove generazioni.L’Italia non può crescere continuando a coltivare divisioni. E questo è lo stile,diverso,che voglio avere.
B: L’accordo l’abbiamo sempre cercato con tutte le parti sociali ma i Sindacati si sono mostrati come una ruota dell’ingranaggio della sinistra. L’85% degli scioperi sono stati legati a motivazioni politiche. Confindustria non è contro di noi perché non c’è nulla fra le richieste di Confindustria che non sia stato trasformato in cose concrete.

N.B: : i dialoghi non corrispondono esattamente e perfettamente alle parole pronunciate,stesso discorso per l'ordine di risposta.




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14 marzo 2006

DUELLO POLITICO BERLUSCONI - PRODI : FARSA TEATRALE DEMOCRATICAMENTE GIUSTIFICATA

- Dal dizionario Etimologico -
"DUELLO" : Combattimento a corpo a corpo fra due persone,
fatto per disfida secondo le regole cavalleresche




Le regole "democratiche" sulla base dell'ormai dimenticata sfida Bush-Kerry sono state stabilite.
I confronti ci saranno : Berlusconi ha eliminato,giustamente,la conferenza stampa finale criticata da Prodi e sono state stabilite finalmente le regole e le date del "grande confronto per la politica italiana",il dibattito che dovrebbe evidenziare uguaglianze,differenze,mancanze nella personalità,nel progetto politico e nella capacità di comando dei leader delle coalizioni di centrodestra e centrosinistra.
"Dovrebbe",il condizionale è d'obbligo,perchè cosi non sarà : nel nome di un concetto di democrazia fin troppo spesso presente nei discorsi delle alte cariche politiche è stato optato un confronto che tutto può essere chiamato tranne che "duello".

Queste le regole per i confronti tv tra Silvio Berlusconi e Romano Prodi :
1) Assenza di pubblico in studio
2) Berlusconi e Prodi dovranno stare seduti
3) Il Moderatore sarà sempre in piedi e dovrà stare attento all'orologio per far si che i tempi vengano rigorosamente rispettati
4) I due giornalisti intervistatori saranno seduti
5) Durata massima delle domande dei due giornalisti : 30'' (trenta secondi)
6) Durata massima delle risposte dei due Leader : 2'30'' (due minuti e trenta secondi)
7) Durata massima di replica e controreplica dei due Leader : 1' (un minuto)
8) Durata massima per le conclusioni finali dei due Leader : 2'30'' (due minuti e trenta secondi)
9) Sarà estratto a sorte chi risponde per primo
10) Le telecamere dovranno inquadrare soltanto chi sta parlando
11) I due Leader dovranno parlare senza documenti d'appoggio

Date :
martedì 14 marzo diretta Rai Uno dalle 21 alle 22:30
lunedì 3 aprile diretta Rai Uno dalle 21 alle 22:30
Moderatori :
Per il primo incontro : Clemente Mimun
Per il secondo incontro : Bruno Vespa
*Il moderatore sarà solo una sorta di arbitro,garante del rispetto dei tempi e modalità del confronto*
Giornalisti :
Roberto Napolitano (direttore del "Messaggero")
Marcello Sorgi (editorialista della "Stampa")
*I giornalisti avranno il compito di porre le domande ai due Leader : Napolitano è gradito al centrodestra,Sorgi alla coalizione di Prodi*

Queste dunque le modalità di svolgimento di quello che la maggior parte dei politici,giornalisti e media definisce “duello” ma che di “scontro” non ha nulla.Chiamatelo come volete : intervista doppia (stile IENE),messaggio a reti unificate,propaganda politica,comizio,discorso,botta e risposta,question time ecc.. ma,per favore,non chiamatelo DUELLO.
Le regole imposte e considerate essenziali affinché il confronto possa essere definito “democratico” sono un’arma a doppio taglio : non verrà messa in risalto la forza emotiva,il carisma,il talento della retorica e quella forza della parola e della gestualità tanto amata da Cicerone.
Nessun spazio alla Leadership,quella Vera,Pura e così dimenticata capacità di guidare un popolo utilizzando prima dei dati,il proprio carisma,la personalità e l’immagine forte di un animo vincente e combattente.
Purtroppo anche se fosse stata lasciata maggior libertà di scontro,è doveroso sottolineare che nessuno dei due Leader avrebbe dimostrato questo inestimabile talento ormai da troppi anni sepolto insieme ai grandi condottieri,politici,combattenti che hanno scritto la storia,ma è ugualmente doveroso ricordare che il popolo pronto a votare il 9 e 10 aprile,avrebbe potuto maggiormente identificarsi nell'una o altra coalizione e avrebbe potuto sostenere di aver visto un “vero confronto politico” e non una farsa teatrale del concetto di duello giustificata dall’unanime volontà di voler creare un confronto democratico.




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8 marzo 2006

8 MARZO 2006 : FESTA DELLA DONNA !

Oggi,8 Marzo 2006 :


[ immagine della mimosa presa da : www.fioriweb.it ]

AUGURI A TUTTE LE DONNE D'ITALIA e
A TUTTE LE DONNE DEL MONDO !



Un giorno molto importante,fondamentale per la storia della donna.
Sento il dovere di ricordare IL VERO MOTIVO di questa festa,ormai mistificata,corrotta ed infangata da modi di festeggiarla orrendi (es.:i vari spogliarelli maschili che vanno tanto di moda).
La maggior parte delle donne purtoppo perde in questa giornata,a livello personale ed interiore,tutti quei diritti conquistati con anni di dure lotte che la festa vorrebbe ricordare ed affermare con più vigore : in poche ore,adorando l'uomo che come una divinità si spoglia sopra un palco dimostrano una congenita e proccupante dipendenza dal sesso maschile e offendono apertamente i valori fondamentali per cui lottarono e morirono bruciate nel 1908 tutte le coraggiose ed eroiche operaie della fabbrica americana Cotton.

Perchè la storia deve insegnare!
Le origini della festa dell' 8 marzo risalgono difatti al 1908,quando pochi giorni prima di questa data le operaie dell'industria tessile Cotton di New York scioperarono contro le terribili condizioni cui erano costrette a lavorare.Dopo alcuni giorni di sciopero il proprietario della fabbrica,un certo Mr.Johnson,blocco tutte le porte per impedire alle donne di uscire.Allo stabilimento venne appicato il fuoco è le numerose operaie prigioniere (si parla di 129 donne tra americane e immigrate anche italiane) morirono arse vive dalle fiamme.
Questo drammatico avvenimento ha dato vita negli anni successivi a numerose celebrazioni,inizialmente circoscritte agli Stati Uniti,che avevano come unico scopo quello di non dimenticare l'orrenda morte delle operaie combattenti avvenuta nel rogo della fabbrica.Successivamente la data dell' 8 marzo assunse importanza mondiale diventando,grazie alle associazioni femministe,simbolo delle gravi discriminazioni e vessazioni che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli e punto di partenza per un forte riscatto ed affermazione di diritti paritari.
Purtoppo nel corso degli anni la ricorrenza ha perduto il forte significato poichè la maggior parte delle donne approfitta di questa giornata per uscire,sola o con amiche,e concedersi una serata diversa,all'insegna della "trasgressione" (che può assumere la forma appunto dello spoglierello maschile).


A tutte le donne che stasera andranno a divertirsi davanti ad un uomo palestrato che si spoglierà per loro o festeggiaranno questa ricorrenza in altro modo meschino ed ignobile,chiedo se quelle 129 eroiche operaie bruciate vive per aver lottato per quei diritti di cui ora voi godete avrebbero voluto vedere tutto ciò.
La risposta la ricavate da sole.

Auguri a tutte.




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3 marzo 2006

IL TESTAMENTO BIOLOGICO : TRA CHIESA E LAICITA



Il Tema dell'Eutanasia e del diritto di ogni individuo a poter esprimere liberamente la propria volontà in materia di trattamento medico anche quando non si è in grado di comunicarla in caso di emergenza medica o situazione terminale,è da parecchi anni terreno di scontro tra Scienza e Chiesa.


Il 1° marzo 2006 alle ore 12, presso la Cassa Forense in via Ennio Quirino 8 a Roma, si è tenuta una conferenza sul tema del Testamento Biologico, promossa dalla Fondazione Veronesi e dalla Cassa Forense.
Inzialmente è stato presentato il volume "Testamento biologico - riflessione di dieci giuristi",edito dalla Fondazione Umberto Veronesi e dal Sole 24 Ore.La conferenza ha messo dunque a confronto culture differenti,laiche da una parte e cattoliche dall'altra:rappresentanti dell'una e dell'altra dottrina nonchè partecipanti attivi al congresso,coordinato da Maurizio De Tilla,sono stati alcuni giuristi esperti in materia (Guido Alpa, Luigi Balestra, Giovanni Bonilini, Lorenzo D'Avack, Rossana Cecchi, Gilda Ferrando, Salvatore Patti, Pietro Rescigno, Michele Sesta, Diana Vincenti Amato), il cardinale Ersilio Tonini e monsignor Silvano Tomasi, Osservatore permanente della Santa Sede all'Onu,ed ovviamente il principale protagonista Umberto Veronesi.


La proposta di Veronesi da una parte mira a legalizzare un documento fondamentale (il Testamento Biologico) grazie al quale ogni cittadino potrà esprimere la propria volontà nel caso in cui si verifichino situazioni di accanimento terapeutico per cui sarebbe impossibilitato ad esprimersi e dall'altra farsi promotore,con la sua fondazione,della creazione di una raccolta di tali documenti archiviandoli all'interno di un grande registro nazionale a disposizione del sistema sanitario.


Cosa è il Testamento Biologico?

Il "Testamento Biologico" è un documento scritto per garantire il rispetto della propria volontà in materia di trattamento medico (somministrazione di farmaci,sostentamento vitale,rianimazione),anche quando non si è in grado di comunicarla,in caso di emergenza medica o situazione terminale:si può chiedere dunque attraverso l'espressione di volontà racchiusa nel documento,che non vengano iniziati i "provvedimenti di sostegno vitale" (come rianimazione,ventilazione assistita,alimentazione artificiale ecc.) quando il loro risultato porterebbe ad un "prolungamento del morire dell'individuo o al mantenimento in uno stato di incoscienza o di demenza avanzata privo di possibilità di recupero".
Nel testamento inoltre possono essere inserite disposizioni particolari sui farmaci volti ad alleviare il dolore,sul funerale e sull'eventuale donazione di organi ed inoltre è prevista la possibilità di nominare un fiduciario incaricato a garantire il rispetto del documento stesso.Il medico provocatore è Umberto Veronesi: «Io, il testamento biologico l'ho fatto e l'ho affidato a una persona di mia fiducia. La mia paura non è la morte, ma la perdita delle facoltà mentali, della mia coscienza. Dovesse accadere, già da ora ho deciso liberamente che non voglio accanimenti terapeutici».


Come è disciplinata la materia in Italia ed a livello internazionale ?

Come sottolinea il Corriere della Sera:“In Italia nonostante un dibattuto documento espresso dal Comitato nazionale di bioetica (Cnb) e tre proposte di legge «insabbiate» in Parlamento, non ha ancora varato norme al riguardo.

Manca quindi una legge che obblighi a seguire il testamento biologico come negli Stati Uniti e in diversi paesi del Nord Europa (Olanda, Belgio, Danimarca, Germania). E in una situazione di vuoto normativo il tutto è affidato alla discrezionalità del medico, che a sua volta non è tutelato.”

E ancora : “ «Nei Paesi dove la normativa c'è - conclude Veronesi - l'adesione della popolazione è forte. Negli Stati Uniti, i primi a regolamentare il living will ( Natural death act in California, nel 1976), si parla del 15% della popolazione. In Germania, dove la legislazione è recente siamo già all'8-10%». E gli italiani come si comporterebbero? Difficile fare previsioni, ma vale la pena ricordare un recente sondaggio Eurispes sull'eutanasia (scelta ben più controversa): tra i cattolici 38% favorevoli e 48% contrari, tra i non cattolici 69% favorevoli e 18,6% contrari. Indecisi il 12%”.

«Non dobbiamo aspettare la prossima Eluana Englaro o un'altra Terry Schiavo per riaprire il dialogo sull'accanimento terapeutico - dice Veronesi».

«Mi auguro - continua Veronesi - che sui progetti di legge in materia,attualmente “insabbiati”,si possa riprendere il dibattito nella prossima legislatura.Credo non sia semplice fare una legge,ma credo anche che sia ormai comune ed esteso nella popolazione il bisogno di autodeterminazione e di poter decidere del proprio futuro,compreso il termine della vita.Sono quindi convinto che una legge debba essere fatta».


Dall’altra parte il Cardinal Tonini è intervenuto nella discussione con toni molto perplessi:« Finchè l’individuo chiede nel testamento quale assistenza e cure vuole ricevere e quali no è libero di farlo,ma non si può accettare che possa chiedere l’eutanasia.Lo Stato stesso non potrà dare valore giuridico a tale richiesta rimanendo innocente. »
Continua il Carindale Tonini: « Lasciate che ci sia qualcuno che dica ancora che la vita è sacra e non pensate che questo sia contrario al progresso umano e alla ricerca,che deve continuare,ma deve essere accompagnata dalla sapienza ».Sapienza dunque che escluderebbe all’uomo la possibilità di fissare i tempi della vita e della morte.

Concludendo :
Il Testamento Biologico è un documento fondamentale per la libera disposizione della propria vita.Ognuno,nel pieno delle facoltà mentali, sottoscrive un documento in cui è chiara la scelta riguardo ad un eventuale accanimento terapeutico:la decisione non può e non deve essere dei medici bensì del malato stesso e deve essere libera, e presa quando la coscienza ancora lo consenta.

La Chiesa stessa,obbligata a criticare la libertà di ogni individuo di disporre della propria vita, pur di salvaguardare il principio della sacralità della vita (solo Dio ha il diritto di dare e togliere la Vita),indirettamente favorisce una maggiore e continuata sofferenza incurabile dell’uomo che in situazioni critiche si troverebbe ad essere costretto a rimanere attaccato ad una macchina in uno stadio di non-vita.

Ad ognuno deve essere garantita libertà di disposizione della propria vita ed io,buon laico,posso solo trovarmi d’accordo con Veronesi nella sua battaglia in favore del Testamento Biologico associandomi al coro di voci che chiedono ai piani alti del governo di fare maggiore luce e chiarezza su questo tema,da troppo tempo abbandonato a se stesso ma di estrema importanza ed attualità.

 

Per Saperne di più:

# Fondazione Umberto Veronesi
#
Testo sul  TESTAMENTO BIOLOGICO [versione integrale]




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